LE MUTAZIONI DEL PASSERO DEL GIAPPONE

(Lonchura striata domestica)

Denominazione delle varietà standardizzate:

  • Nero bruno
  • Moka bruno
  • Rosso bruno
  • Moka bruno Pastello
  • Rosso bruno Pastello
  • Moka bruno Ali chiare
  • Rosso bruno Ali chiare
  • Perlato bruno (Perla bruno)
  • Ino (Crema -ino)
  • Nero grigio
  • Moka grigio
  • Rosso grigio
  • Moka grigio Pastello
  • Rosso grigio Pastello
  • Moka grigio Ali chiare
  • Rosso grigio Ali chiare
  • Perlato grigio (Perla grigio)
  • Ino grigio (Grey -ino)
  • Apigmentato oo.rr. (comprende i mutati: Rosso bruno Ino; Bianco oo.rr.; Albino)
  • Bianco
  • Scudato (anche con calotta)
  • Ciuffato
  • Arricciato
  • Altre combinazioni (definisce tutte le combinazioni non standardizzate)
  • Nuove mutazioni (definisce tutte le nuove mutazioni in studio)

Come potete notare da questa lista, possiamo dividere le mutazioni del Passero del Giappone in tre grossi blocchi:

  1. Serie dei Bruni
  2. Serie dei Grigi
  3. Altre mutazioni

Varie mutazioni sono il frutto della combinazione di vari fattori, per questo motivo è importante distinguerne la serie di base e ciò che con essa crea le altre varietà.

SERIE BASE 1: SERIE DEI BRUNI

  • Nero bruno
  • Moka bruno
  • Rosso bruno

NERO BRUNO

(SERIE DEI BRUNI) – In questa varietà, che dal punto di vista del colore rappresenta il massimo grado di evoluzione raggiunto dalla Lonchura striata domestica, le cromie “nero brune” sono frutto dello spinto equilibrio quantitativo tra tutte le melanine (eu-nera, eu-bruna, feo).
La sua espressione fenotipica non sottostà ad alcuna mutazione.
E’ quindi la forma più vicina ad un ipotetico ancestrale, nel quale le melanine si presentano al massimo della loro saturazione e della loro ossidazione.

Il soggetto deve essere assai scuro nelle zone di elezione e non presentare uno squilibrio a favore della feo tale da portarlo ad un colore tendente al marrone.

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MOKA BRUNO

(SERIE DEI BRUNI) – Deriva da una mutazione recessiva autosomica corrispondente a quella che in altre specie viene definita “topazio”, questa rispetto al tipo base provoca una riduzione della eumelanina di circa il 50%, mentre lascia intatta la feomelanina.
Per questa varietà è essenziale la forte saturazione del bruno e la massima uniformità cromatica.
Difetto è una maschera troppo marcata, indice di scarsa diffusione della eumelanina

E’ recessiva nei confronti del nero-bruno e dominante nei confronti del rosso-bruno.

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ROSSO BRUNO

(SERIE DEI BRUNI) – Il Passero del Giappone Rosso bruno è equiparabile a un qualsiasi soggetto Pheo, deriva quindi da una mutazione recessiva autosomica (allelica alla “topazio”) che provoca, rispetto al tipo base, una inibizione della eumelanina, mentre lascia intatta la feomelanina.
Questa varietà deve esprimere nel piumaggio una forte saturazione della feomelanina con una tonalità molto calda.
Essenziale è la massima uniformità cromatica. Da contrastare sono i toni troppo cupi spesso evidenti nella colorazione della coda e in quella della parte superiore del becco.
A volte questa mutazione porta a una scarsa visibilità delle striature (rachidi) che devono invece essere sempre evidenti.

Questa mutazione è recessiva sia nei confronti del nero-bruno che del moka-bruno (con cui è allelica).

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SERIE BASE 2: SERIE DEI GRIGI

La mutazione grigia è una mutazione recessiva nei confronti della mutazione di base che va a modificare la tonalità della melanina nera (eumelanina) e della melanina rossa (feomelanina).
ES: un nero-grigio è uguale ad un nero-bruno ma con tonalità argentate anziché brune, stessa cosa accade per il moka-grigio ed il rosso-grigio che hanno però una colorazione più spenta rispetto alla mutazione base.

  • Nero grigio
  • Moka grigio
  • Rosso grigio
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Qui prendiamo ad esempio solamente la mutazione nero-grigio ma il concetto è uguale anche per il moka-grigio ed il rosso-grigio.

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NERO GRIGIO

(SERIE DEI GRIGI) – In questa varietà, come nelle altre comprese nella cosiddetta “serie dei grigi”, è importante contrastare l’eccessiva tendenza alla “brinatura”, fenomeno che può causare soluzioni di continuità nella uniformità cromatica e disegni dalle linee di demarcazione poco nette.
Tutte le parti del corpo, comprese zampe e parte superiore del becco devono esprimere il massimo della ossidazione.

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MOKA GRIGIO

(SERIE DEI GRIGI) – Nasce dalla combinazione dei fattori “moka” e “grigio”.

La sua colorazione è data da sola eumelanina.

Anche in questa varietà è un pregio la massima uniformità cromatica tra le varie parti del piumaggio.

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ROSSO GRIGIO

(SERIE DEI GRIGI) – Nasce dalla combinazione dei fattori “rosso” e “grigio”. Così come nel tipo Rosso bruno è un pregio la massima presenza della feo, altrettanto apprezzata è una forte componente eumelanica grigia nel Rosso grigio. Caratteristiche di pregio sono la massima uniformità cromatica ed un becco che mantiene colorazioni relativamente chiare.

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PASTELLO

La “pastello” è una mutazione recessiva autosomica che provoca una riduzione (diluizione) di circa il 50% di tutti i pigmenti.
Per la sua tendenza ad agire in modo più marcato su ali e parti inferiori, ha portato, per linee selettive divergenti, ai PASTELLO propriamente detti, per i quali è richiesta la massima uniformità cromatica tra le diverse parti del corpo e gli ALI CHIARE, dove è tassativo il massimo contrasto tra la quasi totale depigmentazione di copritrici alari, remiganti e copritrici ventrali e la massima intensità cromatica delle parti anteriori (testa, petto, dorso) e posteriori (calzone).

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MOKA BRUNO PASTELLO

(SERIE DEI BRUNI) – Nasce dalla combinazione dei fattori “moka” (che riduce la eu del 50%) e “pastello” (che riduce eu e feo del 50%), si tratta quindi di una varietà dalle cromie piuttosto ridotte, con una preponderanza di feo.

Pregio essenziale, pur nella diluizione generale, una colorazione compatta e molto uniforme.

La parte superiore del becco conserva fisiologicamente una buona ossidazione.

MOKA BRUNO ALI CHIARE

(SERIE DEI BRUNI) – La manifestazione cromatica “ali chiare” è una variante di origine selettiva del fattore “pastello”. La differenza sostanziale è che negli Ali chiare è una caratteristica di pregio il massimo contrasto tra le zone che devono essere più pigmentate possibile (testa, petto, dorso e calzone) e quelle che invece devono tendere al bianco (copritrici alari e ventre). Lo stacco tra le copritrici del dorso pigmentate e le copritrici dell’ala tendenti al bianco deve essere il più possibile netto.

La parte superiore del becco conserva fisiologicamente una buona ossidazione.

ROSSO BRUNO PASTELLO

(SERIE DEI BRUNI) – Nasce dalla combinazione dei fattori “rosso” (che inibisce completamente la eu) e “pastello” (che riduce tutti i pigmenti al 50%), si tratta quindi di una varietà sul piumaggio della quale è presente una quantità ridotta di sola feo.

Pregio essenziale, pur nella diluizione generale, una colorazione
compatta e molto uniforme.

ROSSO BRUNO ALI CHIARE

(SERIE DEI BRUNI) – Pur in una manifestazione cromatica diversa, costituita da sola feo ridotta, resta valido quanto detto per la varietà precedente.

La parte superiore del becco deve essere in linea col colore del
piumaggio.

MOKA GRIGIO PASTELLO

(SERIE DEI GRIGI) – Nasce dalla combinazione dei fattori “moka” (che riduce la eu del 50%), “pastello” (che riduce eu e feo del 50%) e “grigio” (che trasforma la feo residua in eu). Pur se è quasi inevitabile una maggiore ossidazione nella zona facciale, è anche in questo caso un pregio la massima uniformità cromatica.
La parte superiore del becco risulta di norma decisamente scura.

MOKA GRIGIO ALI CHIARE

(SERIE DEI GRIGI) – Pur in una manifestazione cromatica nettamente diversa, dovuta all’effetto della mutazione “grigio”, resta valido quanto detto per la varietà Moka bruno Ali chiare.

ROSSO GRIGIO PASTELLO

(SERIE DEI GRIGI) – Nasce dalla combinazione dei fattori “rosso” (che inibisce completamente la eu), la “pastello” (che riduce tutti i pigmenti del 50%) e “grigio” (che trasforma la feo residua in eu). Si tratta quindi di una varietà sul piumaggio della quale è presente una quantità di pigmento (grigio) che è circa la metà rispetto a quello possibile in un Rosso grigio. Anche in questo caso è essenziale la massima uniformità cromatica tra i vari distretti corporei.

La parte superiore del becco deve essere in linea col colore del
piumaggio.

ROSSO GRIGIO ALI CHIARE

(SERIE DEI GRIGI) – Pur in una manifestazione cromatica diversa, resta valido quanto detto per gli altri fenotipi Ali chiare.

La parte superiore del becco deve essere in linea col colore del piumaggio.

MUTAZIONI SESSO-LEGATE

Queste mutazioni sono la PERLA e la –INO.

Nei soggetti di mutazzione PERLA si ha una sfumatura perlacea che va a modificare la colorazione base del piumaggio, potremo così avere, legato alla varietà di base, dei nero-bruno perla, moka-bruno perla, rosso-bruno perla e dei nero-grigio perla, moka-grigio perla e rosso-grigio perla.

Nel caso della mutazione -INO possiamo avere due colorazioni diverse a seconda che si presenti in soggetti a base bruna (Crema-ino) o a base grigia (Grey-ino o Grigio-ino).

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PERLA BRUNO

(SERIE DEI BRUNI) – La mutazione “perla”, a trasmissione sesso legata, dall’impatto sulle colorazioni molto variabile, ha una spiccata azione riduttiva verso la eu nera posizionata al centro delle penne, ciò produce un caratteristico disegno orlato che sarà tanto più tipico quanto più marcato risulterà il contrasto tra le zone centrali molto diluite e quelle periferiche molto ossidate.

Il maggiore impatto della mutazione (trasformazione della eu da nera a grigio perlaceo) si ha in quelle zone come petto, maschera, ali e coda, che nel tipo base risultano più intensamente melanizzate.
Data la grande variabilità di espressione di questo fattore, il fenotipo Perla da preferire è quello che coniuga la massima ossidazione con il massimo contrasto tra le zone chiare perlacee e le orlature bruno scuro.

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PERLA GRIGIO

(SERIE DEI GRIGI) – Nasce dalla combinazione dei fattori “perla” e “grigio”.

Rispetto alla varietà precedente c’è quindi un viraggio di colore delle parti ossidate dal bruno scuro ad un grigio molto scuro.

La parte superiore del becco è anch’essa molto scura, praticamente nera.

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INO (CREMA-INO)

(SERIE DEI BRUNI) – Deriva da una mutazione sesso-legata che, rispetto al tipo base, riduce in modo apprezzabile sia negli occhi che nel piumaggio la eu-bruna mentre inibisce totalmente la eu-nera e la feo.
In questa varietà è essenziale che il colore beige sia il più saturo ed uniforme possibile. Anche il disegno ventrale deve essere bene evidente, come evidenti devono restare, pur nella diluizione generale, le strie
chiare delle rachidi.

L’occhio, anche nei soggetti migliori, cioè più pigmentati, deve restare evidentemente rosso.

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INO GRIGIO (GREY-INO)

(SERIE DEI BRUNI) – Deriva dalla somma degli effetti delle mutazioni “ino” e “grigio”.
Pur nella diversità cromatica, in questo caso grigio beige, resta valido quanto detto per la varietà precedente.
Il rosso degli occhi in questo caso appare meno evidente a causa di una fisiologica leggera melanizzazione.

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ALTRE MUTAZIONI

APIGMENTATO OO.RR.

(Rosso bruno Ino – Bianco oo.rr. – Albino)

La categoria “Apigmentati ad oo.rr.” comprende tutti i soggetti che appaiono completamente bianchi e con gli occhi di colore rosso; raggruppa quindi le tre varietà.

Esteticamente tutti uguali (candidi di piumaggio e con gli occhi color rubino) la prova del nove sulla vera natura della mutazione è dettata solo da accoppiamenti mirati.

ROSSO BRUNO INO

(CATEGORIA APIGMENTATO OO.RR.) Nasce dalla somma degli effetti dei fattori “rosso” (inibizione della eu) e “ino” (inibizione della feo), ha il piumaggio completamente depigmentato (bianco).

Gli occhi sono nettamente rosso rubino.

BIANCO OO.RR.

(CATEGORIA APIGMENTATO OO.RR.) – Nasce dalla somma degli effetti dei fattori “bianco” (blocco del trasferimento di tutti i pigmenti melanici nelle penne) e “ino” (che induce la colorazione rossa degli occhi).

ALBINO

(CATEGORIA APIGMENTATO OO.RR.) – La questione riguardo queste mutazione è abbastanza complicata e non ancora chiara agli stessi allevatori.

Sembra esistano 2 diverse forme di “Albino”, una definita da Kanji Kawabata (famoso allevatore giapponese) chiamata ALBINO EUROPEO, che si comporta come una normale mutazione recessiva (nasce dall’azione della mutazione recessiva autosomica “albino” che provoca una incapacità completa di produrre melanine), ed una seconda chiamata ALBINO GIAPPONESE, che pare si comporti come una mutazione dominante incompleta portando una totale apigmentazione (piumaggio bianco, occhio rosso) quando è in forma omozigote e un’apigmentazione parziale (corpo quasi bianco, testa più pigmentata) se in forma eterozigote.

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PEZZATO

Per soggetti pezzati si intendono quei PdG che presentano una percentuale più o meno alta di piumaggio bianco.

La pezzatura compare in punti d’elezione quali le zone sopra e sotto il becco (foto 1 e 2), mentre difficilmente si possono rinvenire macchie bianche in altre zone del corpo.

Questi soggetti presentano una percentuale di piumaggio bianco sempre inferiore al 50%.
Quando la pezzatura è invece più significativa si possono osservare aree depigmentate che da sotto il becco si estendono verso la linea di demarcazione del petto (senza interessarla) e verso guance e collo; dal ventre risalgono nuovamente fino al petto e coinvolgono generalmente anche le copritrici dell’ala, le remiganti e le timoniere (foto 3).

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Alcuni settori come il dorso (scudo), la sommità della testa (calotta), l’area attorno agli occhi (occhiali) e le copritrici caudali (calzone) sono gli ultimi a subire gli effetti della depigmentazione, proprio per questo motivo è possibile selezionare dei soggetti scudati.

SCUDATO

Deriva dalla mutazione “pezzato”.

In questa varietà è ammessa melanizzazione solo nelle copritrici dorsali, nel calzone e, facoltativamente, sulla sommità della testa. Le linee di demarcazione tra zone pigmentate e il bianco devono essere più nette possibile.

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BIANCO

La mutazione recessiva autosomica “bianco” produce un piumaggio completamente privo di melanine.

I melanosomi presenti negli occhi continuano regolarmente a funzionare pertanto questi presenteranno la colorazione caratterizzante il tipo base.

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CIUFFATO

Nasce da una mutazione che provoca uno spostamento del centro di irraggiamento delle penne.
Questo provoca la formazione di una corona di penne che si dipartono da un punto posto al centro della testa.
Il ciuffo che si forma deve essere completo, ben formato, posizionato al centro del cranio, circolare e ben proporzionato (si può estendere anteriormente fino alla radice del becco e posteriormente a lambire
l’attaccatura del collo).

Gli occhi devono essere sempre visibili.
Il Passero Ciuffato deve comunque rispondere in primo luogo alla descrizione dello standard del colore della varietà di appartenenza.

E’ una mutazione dominante letale se omozigote quindi non vanno mai incrociati due soggetti ciuffati.

MUTAZIONI NON RICONOSCIUTE

All’estero (soprattutto in Giappone) si possono osservare Passeri del Giappone con piumaggi molto particolari come per esempio il mosaic-ino ed il tricolore o soggetti ciuffati ed arruffati.

Ecco qualche esempio:

TRICOLOR

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In questo caso non si tratta di una mutazione fissata ma di un cross-over casuale, per questo motivo i soggetti Tricolor sono davvero pochissimi!!

PEARL GRAY FULL COLORED

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DUSKY O FULL COLORED SELF BROWN

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KARASU

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SCHEDA TECNICA E STANDARD

(CLICK SUI LINK PER APRIRE LA PAGINA IN PDF)

>> SCHEDA TECNICA DEL PASSERO DEL GIAPPONE <<

STANDARD:   Nero Bruno – Moka Bruno – Rosso Bruno

STANDARD:   Nero Grigio – Moka Grigio – Rosso Grigio

STANDARD:   Moka Bruno Pastello – Rosso Bruno Pastello – Moka Bruno Ali Chiare – Rosso Bruno Ali Chiare

STANDARD:   Moka Grigio Pastello – Rosso Grigio Pastello – Moka Grigio Ali Chiare – Rosso Grigio Ali Chiare

STANDARD:   Ino – Apigmentato Occhio Rosso – Perlato Bruno

STANDARD:   Ino Grigio – Bianco – Perlato Grigio

Testo a cura di Giada Cappuzzo, Schede FOI, Foto Club Italiano Passero del Giappone – Stefano Giannetti, revisione Alex Solbiati